SPOLETO,
non la Rocca che ti guarda
ghibellina dal Guelfo tuo nemico,
né la grandezza di Teodorico
che pensosa nel vespro vi s’attarda,
non la Borgia onde par che tu riarda
subitamente del trionfo antico,
né dal vasto acquedotto all’erto vico
segno romano ed orma longobarda
cerco, ma ne’ silenzii dell’Assunta
l’arca di Fra Filippo che dai marmi
pallidi esala spiriti d’amore
mentre nel muro pio la sua defunta
Vergine, sciolta dalla morte, parmi
piegar sul petto dell’Annunciatore.