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Ospiti ìncliti

Importantissime persone hanno visitato Spoleto, nel tempo. Tentiamo una sintetica sinossi di questi eventi.
Ad oggi la conta è di oltre 70 visite qui raccontate, di Papi, Re, Regine o Imperatori, Presidenti della Repubblica, poeti, scrittori, artisti e scienziati di fama mondiale.

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto – 43 a.c.
Molte fonti riportano la sosta del futuro Imperatore a Spoleto nel 43 a.c.. Si fermò per prepararsi ed approvvigionarsi in vista della battaglia di Modena, che lo vide vincitore contro Marco Antonio in un, forse decisivo, episodio della guerra civile.

Marco Emilio Emiliano – settembre 253 d.c.
Marco Emilio Emiliano (Gerba, odierna Djerba, in Tunisia, 207 circa – Spoleto, settembre 253) non è certo un Imperatore noto ed importante, e tale fu per un mese soltanto, però è pur sempre uno degli Imperatori di Roma, in carica dal 14 agosto al 20 settembre del 253 (date approssimative e non comprovate).
Emiliano era governatore della Mesia Inferiore (oggi Serbia e parte della Romania) ed assurse ad una certa fama con la vittoria contro i Goti, cui, prima di lui, i romani dovevano pagare un tributo. Grazie a questa vittoria e, forse, ad una provvidenziale distribuzione di denaro,, fu acclamato Imperatore dai suoi soldati, sul campo nel luglio del 253 d.c. .
Così partì alla volta di Roma per affrontare Gaio Vibio Treboniano Gallo, che era il legittimo imperatore da due anni, insieme ai figli Volusiano e Decio.
I due si scontrarono vicino Terni: Emiliano ebbe la meglio, Treboniano morì in battaglia a Terni o forse in fuga a Foligno, ucciso dai suoi stessi soldati.
Emiliano fu riconosciuto come Imperatore legittimo dal Senato romano.
Ma la storia si ripete. In Rezia (oggi parte Austria e parte Germania) Publio Licinio Valeriano, fu acclamato imperatore, pure lui, dai suoi stessi soldati, e scese in Italia per sconfiggere Emiliano. Questi mosse da Roma per sbarrargli la strada e si sarebbero scontrati probabilmente in Umbria se, il 20 settembre 253 i soldati di Emiliano, pensando di essere in inferiorità numerica e destinati alla sconfitta, non si fossero ribellati, uccidendo il loro Imperatore e passando dalla parte di Valeriano. Secondo altra fonte il tradimento avvenne a battaglia iniziata. Emiliano fu ucciso nell’attuale Piazza della Vittoria (vicino al Ponte Sanguinario).

Papa Leone III – 799
Leone II (Roma 750 – Roma 816) è stato Papa della Chiesa Cattolica dal 26 dicembre 795 fino alla sua morte. Egli venne a Spoleto nel 799 quando dovette lasciare Roma e andò a rifugiarsi da Carlo Magno a Paderborn, nella attuale Vestfalia, in Germania.
Il 25 aprile 799 Leone III subì un attentato da parte di due nobili romani Pascale, nipote di papa Adriano I, predecessore di Leone III, e Campolo. Questi tentarono di ucciderlo per far eleggere di nuovo Papa un membro delle loro famiglie. Mentre andava a San Lorenzo in Lucina, per partecipare ad una processione, Leone III venne aggredito vicino al monastero di San Silvestro in Capite, nella attuale Piazza San Silvestro: lo disarcionarono dal cavallo, percossero, ferirono, gli tolsero gli occhi e tagliarono lingua. Poi, nella notte, lo portarono, nel monastero di Sant’Erasmo, sul Celio. Fu liberato dal suo cameriere personale (cubiculare) Albino che lo trovò, miracolosamente, risanato, e lo fece scendere, nottetempo, con delle corde da una finestra.
Il Papa si rifugiò nella (precedente) Basilica di San Pietro, ove i suoi nemici non osarono inseguirlo, dedicandosi invece a saccheggiare le case di Albino e dello stesso Leone III.
Il Duca di Spoleto, Guinigisio o Guinigi (Winichis), d’accordo con Carlo Magno, andò a Roma per organizzare l’uscita del Papa dalla città ed accompagnarlo a Spoleto, con un seguito di 200 persone. Con questi andò poi a Paderborn, ove era Carlo Magno, e vi rimase un mese (secondo altre fonti alcuni mesi).
Leone II rientrò a Roma, insieme ad una scorta di vescovi e nobili franchi, il 29 novembre 799. Probabilmente questi avvenimenti permisero la discesa a Roma di Carlo Magno per la famosa incoronazione del Natale dell’anno 800. Leone fu poi proclamato Santo nel 1673.
Dell’arrivo di Papa Leone III a Spoleto esiste un dipinto del XV secolo, di Guidobaldo Abbatini, romano, conservato nella pinacoteca comunale.

Imperatore Corrado II di Franconia – aprile 1027
Corrado di Franconia, dello “il Salico”, già imperatore dei Franchi dal 1024, nel 1026 si recò a Milano, perché alcune città italiane, capeggiate da Pavia, si stavano ribellando, al punto da distruggere il palazzo imperiale di Pavia. Corrado il Salico sottomise i ribelli e, già che era a Milano, si fece incoronare “Re d’Italia” dall’arcivescovo Ariberto d’Intimiano.
Poi decise di andare a Roma, per una nuova incoronazione (26 marzo 1027), questa volta come “Imperatore del Sacro Romano Impero” e da un Papa, Giovanni XIX ( Romano dei Conti di Tuscolo, Roma, data imprecisata – Roma, 9 ottobre 1032, Papa della Chiesa Cattolica dal 1024).
Al ritorno volle passare a Spoleto. Il motivo che lo spinse fu la visita alla Chiesa dei Santi Apostoli, dove avevano avuto riposto le spoglie di Santo Spes, che poi furono donate dal Duca Ildeprando a Carlo Magno e da questi portate nelle sue terre, ad Acquisgrana. Questa chiesa fu poi usata, dal XVII secolo, come fienile e, dal XIX, come abitazione (vedi scheda “SS Apostoli).

Papa Innocenzo II – 1138 
Papa Innocenzo II (Gregorio Papareschi, Roma, data imprecisata – Roma, 24 settembre 1143, Papa della Chiesa Cattolica dal 1130) dovrebbe aver pernottato nel Palazzo delle Conce (oggi Hotel San Luca). Appena arrivato notò che i suoi cavalli erano assetati, così fece , miracolosamente, sgorgare acqua dal suolo. In quel punto fu costruita la “fontana Papale” (vedi scheda “fonte pescaia”).

Thomas Becket – 1170
Thomas Becket (Londra 1118 – Canterbury 1170) divenne, dal
1154, uomo di fiducia dell’appena incoronato Re Enrico II e Cancelliere del Regno. Nominato Arcivescovo di Canterbury entrò però in conflitto col sovrano, soprattutto sui temi del controllo sulle nomine ecclesiastiche e della giurisdizione dei Tribunali della Chiesa. Dovette fuggire in Francia per cercare appoggio da Papa Alessandro III (anch’egli esule). Quando il Papa tornò in Italia Beckett fece alcuni viaggi, in date ignote,  per raggiungerlo e rafforzare la sua posizione contro il Re.
In occasione di uno dei suoi viaggi verso il Lazio, tra il 1165 ed il 1170, probabilmente proprio nell’anno della sua morte, si fermò a Spoleto, nel Monastero di Sant’Andrea.
Il Sotio ha ricordato poi l’episodio del suo omicidio / martirio con un affresco in San Giovanni e Paolo, vicino al luogo di dimora.

Federico II Staufen – 1194 / 1197 e Costanza d’Altavilla 1194
Federico di Svevia, il cui vero nome era Costantino, il futuro “Stupor mundi”, non incontrò mai suo padre, Enrico VI il Crudele. Dopo la nascita, a Jesi, fu affidato da sua madre, Costanza d’Altavilla, a Matilda, la moglie di Corrado d’Urslingen, all’epoca “legato del Ducato di Spoleto”. Matilda, donna di origine umbra, era molto amica di Costanza e, sebbene vi siano varie ipotesi sul perché la madre non abbia portato con sé il figlio in Sicilia fino alla morte del padre, è certo che Federico II visse i suoi primi tre anni a Spoleto, ed anche ad Assisi, forse pure Foligno.

Papa Innocenzo III – 1198
Lotario dei Conti di Segni (Gavignano RM, 1161 – Perugia, 16 luglio 1216, Papa della Chiesa Cattolica dal 8 gennaio 1198) venne a Spoleto nel 1198, appena eletto,  per la consacrazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta, benché, forse, in quel momento, la Chiesa non fosse ancora stata completata.
Infatti 28 anni dopo fu, nuovamente, consacrata da Onorio III.

Papa Onorio III – 1126
Onorio II ( Cencio Savelli, Albano RM, 1150 circa – Roma, 18 marzo 1227, Papa della Chiesa Cattolica dal 1216), appena eletto Papa (a Perugia), durante il viaggio verso Roma, si fermò a Spoleto per la seconda consacrazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta, probabilmente ora a lavori terminati. Infatti nella complessa scritta sul mosaico della facciata appare che il 1207 fu l’anno della fine dei lavori.

San Francesco di Assisi – 1204 e 1218
Nel 1204 Francesco ebbe a Spoleto il “sogno” che lo fece convertire (vedi scheda “San Sabino”). Nel 1218 fondò il Convento di Monteluco (vedi scheda “Convento francescano di Monteluco”). Per i luoghi francescani si veda l’apposito link a piè di pagina a destra.

Papa Gregorio IX – 1232
Papa Gregorio IX (Ugolino di Anagni o Ugolino dei conti di Segni, Anagni FR, 1170 circa – Roma, 22 agosto 1241, Papa della Chiesa Cattolica 1227) venne a Spoleto per proclamare Santo Antonio da Padova (originario di Lisbona, in Portogallo), appena un anno dopo la sua morte.
Il Papa ascoltò la lettura dei cinquantatré miracoli del Santo approvati dalla Chiesa e, dopo il canto del “Te Deum”, proclamò solennemente e ufficialmente Santo Frate Antonio, fissandone la festa liturgica nel giorno anniversario della sua nascita in cielo, il 13 giugno. Leggenda vuole che i devoti padovani per riconoscenza provvidero a impermeabilizzare il tetto del Duomo col piombo.

Papa Bonifacio IX – dal 10 al 14 ottobre 1392
Pietro Tomacelli (Casarano, Lecce 1350 circa – Roma, 1404, Papa della Chiesa Cattolica dal 1389). Egli regnò durante lo “scisma d’occidente”, mentre ad Avignone v’era l’antipapa Clemente VII e poi Benedetto XIII. Visitò Spoleto, soggiornando per quattro giorni nella Rocca che era stata ultimata solo 25 anni prima. Nonostante la brevità della permanenza si rese conto della importanza strategica di Rocca e Città, sicché  nominò Rettore del Ducato suo fratello Marchese Giovanni Tomacelli conte di Sora e Castellano della Rocca un altro parente, Marino Tomacelli, Inoltre dispose la devoluzione ereditaria di tali uffici ai discendenti, sino alla terza generazione.
Dalla Rocca di Spoleto emise la Bolla “Cum precelsa meritorum insignia”, con la quale concedeva indulgenza e remissione dei peccati a chi avesse pregato, nel giorno dell’Assunta, la SS. Icone in Duomo. A seguito di questa importante visita venne a lui dedicata una delle torri della Rocca, quella che guarda verso San Pietro. 

Antoine de La Sale – maggio 1420
Dello scrittore satirico francese Antoine de La Sale (1388 circa – 1462 circa) si sa che nel maggio del 1420 soggiornò a Spoleto per effettuare poi una escursione al algo di Pilato ed alla grotta della sibilla, per svolgere delle ricerche su incarico della Duchessa di Bourbon. Egli era scettico sulla leggenda, ma ne scrisse un piccolo trattato dal titolo “La Salade – Il paradiso della regina sibilla” , di cui esistono oggi due copie, una nella biblioteca reale di Bruxelles ed una nel Museo Condè di Chantilly. Della sua visita rimane anche un enigmatico graffito sulla parete sinistra del presbiterio di San Gregorio. Pare possa essere decifrata nel motto “senza mai disperdersi”

Sigismondo di Lussemburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Ungheria, Boemia e Croazia – 21 agosto 1433
Nel 1433 Sigismondo di Lussemburgo, Re di Ungheria, Croazia e Boemia, si recò in Italia per essere incoronato (il 31 maggio 1433) “Imperatore del Sacro Romano Impero” da Papa Eugenio IV (Gabriele Condulmer, Venezia, 11 gennaio 1383 – Roma, 23 febbraio 1447, Papa della Chiesa Cattolica dal 1431).
E’ l’imperatore che condannò a morte Jan Hus e che indisse la crociata contro gli ussiti. Venne in occasione della Pentecoste del 1433 (il 31 maggio). Tornando da Roma in Germania fece sosta a Spoleto. Alla sua presenza fu inaugurata la fontana di Piazza (del Foro) dopo i restauri.
Con l’occasione diede il titolo di Cavaliere a Tommaso Martani.

Papa Nicolò V  –   maggio e giugno 1449, novembre 1449, giugno 1450
Niccolò V (Tommaso Parentucelli, Sarzana, La Spezia, 1397 – Roma 1455, Papa della Chiesa Cattolica dal 1447) dovette scappare da Roma nel 1449 a causa di una epidemia di peste. Venne a Spoleto dove era Rettore e Castellano il suo fratellastro Filippo Calandrini. Da qui coordinò le azioni di contrasto all’antipapa Felice V.
Secondo Carlo Bandini, Papa Nicolò V convocò un Concistoro nella Rocca, il 18 giugno del 1449, e vi ricevette rinuncia formale e definitiva dall’antipapa Felice V (Amedeo VIII di Savoia), nominato tale dai “Cardinali ribelli”  del Concilio di Basilea dieci anni prima. Felice V, che fu ricompensato per questa rinuncia con il titolo di Cardinale, fu l’ultimo “antipapa” della storia della Chiesa Cattolica.
Il concistoro e la stessa presenza del Papa, però, attirarono molti personaggi che, da Roma, venivano a fargli visita. Questi così portarono la peste romana a Spoleto, tanto che il Papa si allontanò ancor di più rifugiandosi a Fabriano. Nel 1451 morì qui sua madre, Andreola da Sarzana, sepolta in Cattedrale. Motivo per il quale Niccolò V fece ritorno più volte a Spoleto e concesse molti fondi per le opere pubbliche: per le mura urbiche, per alcuni palazzi, per completare la Torre dell’Acqua e per erigere il loggiato e la cisterna nel cortile d’onore, affidandone l’opera a Bernardo da Rossellino. Decise anche di rimodellare e restaurare alcuni appartamenti nella Rocca, affidando i lavori a Bernardo Rossellino, tanto che il suo stemma (le chiavi decussate) è sul pozzo della Rocca.

Celepi Bayezid 1458 /1464
Questo personaggio sbarcò a Venezia nel 1455 e fu richiesto a Roma da Papa Callisto III (nato Alfons de Borja y Cabanilles, 1378 – 1458, Papa della Chiesa cattolica dal 1455). Bayezid sosteneva di essere figlio del sultano ottomano Murad II, e fratello del sultano allora in carica, Maometto II detto “il conquistatore”, il quale gli avrebbe usurpato il trono. Da noi fu chiamato “Celepino” o anche Parvus Turcus (Turchetto)”.  Il Papa lo ospitò  negli appartamenti pontifici e lo battezzò in S. Lorenzo in Damaso, col nome cristiano di … Callisto. Si stava preparando una crociata contro i turchi e questo personaggio poteva tornare utile! Dopo un paio d’anni di ospitalità principesca Callisto decise di mandarlo a Spoleto, dove questi rimase per sei anni, incontrando nel 1464 Papa Pio II, che si stava recando ad Ancona per la Crociata, e lo porto con sé.

Papa Pio II – gennaio 1459 e luglio 1464
Pio II (Enea Silvio Bartolomeo Piccolomini, Corsignano si 1405 – Ancona, 1464, Papa della Chiesa Cattolica dal 1458). E’ il Papa che contrasto la schiavitù, migliorò la condizione degli ebrei e canonizzò Santa Caterina da Siena. Da giovane, a Siena, aveva studiato dallo spoletino Giovanni da ser Buccio dell’Acera.
Pio II stette a Spoleto l’anno successivo alla sua elezione, dopo aver fatto tappa a Civita Castellana, Narni e Terni, durante il viaggio per andare al “Congresso di Mantova”, da lui  stesso indetto. Vi riunì i potenti d’Europa e per dichiarare guerra ai turchi, che solo sei anni prima avevano preso Costantinopoli ed ora stavano dilagando in Serbia. In quella occasione lasciò il governo di Roma a Giovanni Antonio di Spoleto per  più di un anno.
Fu poi a Spoleto anche nel 1464, per una sola notte, facendo tappa nel viaggio verso Ancona, ove voleva capeggiare la Crociata contro i “turchi” (rette: gli oslimani), nonostante fosse già quasi sessantenne e malato, tanto che, lasciando Roma, disse:  “Addio, Roma: tu non mi rivedrai più vivo!” . Per le sue condizioni il viaggio fu fluviale fino al porto di Otricoli.
A Spoleto fu accolto con entusiasmo, poi dormì a Fabriano, a Loreto e giunse ad Ancona. Non poté però partire per la crociata perché, nonostante la presenza di cinquemila volontari, mancavano le navi veneziane, e la cosa finì col mesto ritorno dei potenziali crociati alle loro abitazioni. In questa sosta contrasse la peste e morì in Ancona.

Filippino Lippi – dal 1467 al 1469
Il figlio del Lippi, comunque artista di rilievo storico (vedasi la biografia in “Il selfie di Frà Filippo Lippi”), fu portato a Spoleto all’età di 10 anni e vi rimase fino a quella di 12. Dunque la nostra città ebbe un importante ruolo nella sua formazione come uomo ed anche come artista, dato che, ben che così giovane, iniziò a lavorare completando in Duomo il capolavoro del padre scomparso.

Papa Sisto IV – 1477
Francesco della Rovere (Pecorile, Reggio Emilia, 1414 – Roma 1484, Papa della Chiesa Cattolica dal 1471) a quattro anni dalla sua elezione gestì il Giubileo del 1475, molto complicato perché il Tevere esondò e lo spargersi dei topi generò la peste, dalla quale scapparono sia i pellegrini che lo stesso Papa. Egli si recò, nel giugno 1476, prima a Campagnano poi a Narni, dove stette 4 mesi e nominò Cardinale Rodrigo Borgia, futuro Papa. Poi andò ad Amelia,  poi a Foligno, quindi a Spoleto, dove ebbe stretto rapporto con il Vescovo Berardino Eroli, ed infine ad Assisi. A causa della pestilenza prolungò di otto mesi il Giubileo del 1475 che, quindi, si concluse nell’agosto del 1476.

Cesare Borgia detto “Il Duca Valentino” – 1492 e gennaio 1495
Mentre Cristoforo Colombo faceva la spola con le “indie”, Carlo VIII di Francia invase l’Italia e giunse ad entrare in Roma nel corso della c.d. “calata”. Papa Alessandro VI, asserragliato in Castel Sant’Angelo, venne a patti e gli promise di cedergli la Rocca di Spoleto e di farlo accompagnare, nella avanzata verso Napoli, da suo figlio Cesare. Questi, in effetti, si uni al francese che andava all’assalto degli aragonesi ma, di notte, tra il 29 ed il 30 gennaio 1495,  fuggì  nottetempo dall’accampamento di Velletri travestito da stalliere e si rifugiò nella Rocca di  Spoleto, ove era governatore Giovanni Borgia detto il Melfiense, suo cugino e ove aveva già vissuto ai tempi della elezione di suo padre, Rodrigo.
Cesare Borgia rimase a Spoleto fino al giugno del ’95, quando, dopo la firma del trattato tra Venezia e gli aragonesi (31 maggio 1995), Carlo VIII decise di tornare in Francia ed il Valentino si senti sicuro di poter tornare a Roma.

Lucrezia Borgia – 1499 e 11 e 12 gennaio 1500
Il fatto che Lucrezia Borgia sia stata Governatrice di Spoleto è notorio: benché vi sia rimasta pochissimo tempo il suo fu un periodo intenso e memorabile.
Arrivò nel primo pomeriggio del 14 agosto 1499, vigilia della festa dell’Assunta. Per evitare la Somma, infestata dai briganti, venne da Narni e San Gemini, quindi superò il passo di Firenzuola e finalmente vide Spoleto dalla strada di Collerisana. Viaggiava su una lettiga o forse su un baldacchino, essendo in cinta da sei mesi.
Entrò per porta San Matteo, addobbata per l’occasione, come tutte le vie da li alla Rocca, ed affollatissima, con le alte cariche cittadine in prima fila. Furono sparati colpi di cannone sparati quando era ancora in cima alla collina il convoglio formato da duecento fanti, dal fratello Goffredo e dai quattro delegati spoletini che erano andati incontro alla Governatrice. Il corteo si fermò nella attuale Piazza Campello per ricevere gli onori, e poi, sul far notte, si avviò a prendere possesso della Rocca, rimandando al giorno dopo la presentazione delle credenziali e dei Brevi di nomina emessi da Alessandro VI, che conferivano alla figlia illegittima il titolo di Governatrice di Spoleto e di Foligno e di Castelliere della Rocca.

Lucrezia aveva solo 19 anni, ma era già separata dal primo marito, Giovanni Sforza, Signore di Pesaro, nipote di Lodovico il Moro, Duca di Milano, sposato per procura. Ed era moglie di Alfonso, Duca di Bisceglia, figlio di Re Alfonso II d’Aragona, Re di Napoli, che solo sei giorni prima era dovuto fuggire da Roma essendo divenuto inviso a Papa Alessandro VI il quale, ovviamente, decideva di Lucrezia matrimoni, separazione e sorti.
In settembre fu raggiunta dal marito ed il 14 ottobre insieme tornarono a Roma, ove il 31 Lucrezia partorì Rodrigo di Aragona. Le rimase il beneficio di Governatrice di Spoleto, esercitato tramite i suoi delegati Antonio degli Umioli da Gualdo e Cristoforo Piccinino, fino all’agosto del 1500, quando le succedette il cugino Cardinale Pier Lodovico Borgia.
Rimarrà vedova il 18 agosto 1500, quando Alfonso di Bisceglia verrà ucciso dal fratello di lei, Cesare Borgia (Duca Valentino). Vedova a neanche 20 anni, Lucrezia sposerà poi Alfonso I, futuro Duca di Ferrara, e li si trasferirà per morire ancor giovane, a 39 anni, di parto. Nel viaggio da Roma a Ferrara si fermo ancora a Spoleto, con il suo seguito ed un gruppo di musici e di buffoni di corte che doveva allietare il viaggio, nei giorni 11 e 12 gennaio 1502. Fu accolta con grande giubilo, avendo lasciato un ottimo ricordo.

Dunque il famoso governatorato di Lucrezia durò soltanto un anno anno, di cui appena due mesi di presenza fisica, ma in quel poco tempo ella firmò una pace con Terni, istituì un corpo di polizia cittadina, col compito di garantire ordine pubblico e, secondo la voce popolare, agì in maniera opportuna e assennata.

Papa Giulio II e futuro Papa Giovanni dè Medici (Leone X) – 18/20 giugno 1511
Giuliano della Rovere (Albisola, Savona, 1443 – Roma 1513, Papa della Chiesa Cattolica dal 1503), è un Pontefice famosissimo, per moltissimi motivi, tra i quali la istituzione delle Guardie Svizzere, la fondazione dei Musei Vaticani e l’avvio dei lavori per la Basilica di San Pietro.
Il “Papa Guerriero” venne a Spoleto reduce dalla sconfitta di Bologna, nella quale morì anche suo nipote Francesco Maria I della Rovere. Nel viaggio di ritorno da Ravenna, ove si trovava, a Roma venne accompagnato da un gran seguito, composto anche da Bartolomeo della Rovere, fratello del Papa, che era stato Governatore di Spoleto dal 1504 al 1509, dall’ambasciatore di Spagna, dal condottiero Gian Paolo Baglioni, da molti Cardinali e, tra questi, Giovanni dè Medici, che poi diverrà Papa col nome di Leone X (e fece giustiziare il Baglioni…).
Si temevano sommosse, dato che nel 1474, casualmente sempre il 18 giugno, Giuliano della Rovere era stato inviato da Papa Sisto IV a ridurre alla obbedienza Spoleto che si stava dichiarando autonoma dallo Stato della Chiesa. Al vittorioso assedio seguì la riduzione alla obbedienza ed anche un duro saccheggio, cui Giuliano non si oppose. Per questo motivo la carovana prese alloggio nella Rocca e non al Vescovado. Non si verificarono però tumulti, anzi: vennero scelti centoventi giovani spoletini che andarono, armati ed in divisa, ad accogliere il Papa, proveniente da Foligno, a Trevi. Il loro arrivo, però, scatenò una attacco dei trevani, che ritenevano invasi i propri confini ma che, sotto gli occhi del Papa e del suo seguito, furono uccisi in battaglia o morirono affogati nel Clitunno!
Il giorno successivo, giovedì’ 19 giugno 1511, si celebrava il “Corpus Domini” ed il Papa partecipò alla processione e tenne messa in Cattedrale. Il 20 ripartì.

Martin Lutero – 1512
Il religioso, teologo e Docente universitario, che nel 1517 pubblicò sulla chiesa di Wittemberg le “95 tesi” e che diede poi luogo allo scisma protestante, aveva studiato a lungo prima di prendere questa posizione. Una parte dei suoi studi si sono svolti a Spoleto. È infatti notorio che nel 1512, appena laureato in teologia, probabilmente approfittando di un viaggio a Roma, si fermò qui a studiare nella fornitissima biblioteca del Convento agostiniano di San Nicola di Bari, fondata da Pierleone Leoni. Il complesso era diverso da quello attuale, edificato dal 1304 sulle precedenti Chiese di San Nicola e di San Massimo, ma la sua biblioteca era già famosissima.

Papa Clemente VII – febbraio 1530
Papa Clemente VII (Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici, Firenze 1478 – Roma 1534, Papa della Chiesa Cattolica dal 1523), è il Papa che, durante il Sacco di Roma del 1527 (connesso con uno dei nostri monumenti, vedasi “Santa Maria della Manna d’Oro“) fuggì attraverso il “passetto” a Castel Sant’angelo e dovette pagare ( a rate…) un riscatto di 400.000 ducati. Egli subì anche lo scisma anglicano ad opera di Enrico VIII, formalizzato due mesi dopo la sua morte.
Tre anni dopo il “sacco” Clemente VII, in seguito agli accordi della “pace di Barcellona”,andò a Bologna per incontrare, appunto, l’Imperatore Carlo V ed incoronarlo in San Petronio il 24 febbraio del 1530.
Fece tappa a Spoleto, dimorando nella Rocca, governata da un suo congiunto, Alessandro de’ Medici, futuro duca di Firenze. Il Papa emise dei provvedimenti per tentare di pacificare la città, divisa tra le fazioni dei Berardetti e dei Gentiletti.

Papa Paolo III -1535
Papa Paolo III (Alessandro Farnese, Canino 1468 – Roma 1549, Papa della Chiesa Cattolica dal 1534).
Fu il Papa che convocò il famosissimo Concilio di Trento nel 1545 e che autorizzò la fondazione dei Gesuiti.
Paolo III dimorò nella Rocca l’anno successivo alla sua elezione, già 67enne.
Rimase ammirato dalla nostra città, tanto che ordinò lavori di restauro al Duomo e ulteriori fortificazioni nella Rocca.

Michelangelo Buonarroti – 18 dicembre 1556
Il “divin artista” aretino fu a Spoleto durante un viaggio da Roma a Loreto. Una fuga, perché Roma rischiava di essere attaccata dall’esercito spagnolo, così il Buonarroti decise di andarsene.
A Spoleto dovette fermarsi molti giorni perché colto da coliche renali. Era già in là con la età (81 anni) ed aveva, ovviamente, già compiuto le sue immense opere. Il Cardinale Farnese lo alloggiò nell’Eremo delle Grazie, sul Monteluco, affinché si potesse riavere. Da qui scriveva al Vasari, perché non gradiva la parte dedicatagli nella prima edizione de “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” (1550). Tanto insistette che riuscì a farla emendare per la seconda edizione, del 1568. In una di queste missive Michelangelo ebbe a dire (al Vasari): “Io a questi dì ho avuto, con gran disagio e spesa, un gran piacere nelle montagne di Spoleti a visitare què romiti, in modo che io son ritornato men che mezzo a Roma; perché veramente è che non si trova pace se non nei boschi.”

Michel Eyquem de Montaigne – 1581
Michel de Montaigne (Bordeaux 1533 – Saint Michel de Montaigne 1592) fu filosofo e scrittore, aforista, impegnato anche in politica. I suoi libri furono messi all’indice dalla Chiesa, soprattutto per la negazione di miracoli e visioni. Nel 1580 / 81 fece in viaggio in Francia, Svizzera, Germania ed Italia.
Si fermò a Spoleto ripartendo da Roma per andare a Loreto, come descritto nel suo “Giornale di viaggio in Italia” (Journal du voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l’Allemagne), parte terza. Vi scrisse: “Ci trovammo nella valle di Spoleto, che è la più bella pianura tra le montagne che si possa vedere, larga due grandi leghe in Guascogna”

Papa Gregorio XIV – 1591
Niccolò Sfondrati (Somma Lombardo, 1535 – Roma, 1591), Papa della Chiesa Cattolica dall’8 dicembre 1590. Fece visita a Spoleto nel 1591, poco prima di morire, dimorando nel convento di San Salvatore (oggi San Domenico), cioè nel convento dei Dominicani. Avendo forti dolori (soffriva di calcolosi) fu “curato” con il contatto del “Sacro Chiodo della Croce di Cristo”, tutt’oggi conservato in quella chiesa, e così guarito.

Papa Clemente VIII – aprile 1598
Papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini, Fano 1536 – Roma 1605, Papa della Chiesa Cattolica dal 1592).
E’ il Papa che condannò a morte Giordano Bruno e riconquistò allo Stato della Chiesa il feudo di Ferrara, che era stato concesso da Paolo III, nel 1537, al Duca d’Este e suoi discendenti maschi di primogenitura. Ma, quando morì senza figli Alfonso II, ne prese possesso il cugino Cesare, figlio illegittimo e quindi non rispondete alla concessione. Si profilò una guerra che il Papa vinse senza combattere, convincendo Cesare d’Este a lasciare Ferrara, tenendo Modena e Reggio.
Il 24 gennaio 1598 Pietro Aldobrandini, nipote del Papa, entrò in città per prenderne possesso come Legato Pontificio. Clemente VIII arrivò l’8 maggio 1598, con, ovviamente, un imponente corteo. Nel viaggio verso Ferrara fece tappa a Spoleto.
Di questa vicenda abbiamo, sulla prima porta della Rocca (vedi “Targa sulla prima porta della Rocca”) la lapide commemorativa lasciata da Fabrizio Perugino, Vescovo di Terracina.

Galileo Galilei – 1624
Galileo Galilei venne a Spoleto nell’aprile del 1624, a 60 anni, mentre si recava a Roma da Papa Urbano VIII per le sei udienze ove, vanamente, cercò di ottenere tolleranza verso il sistema copernicano. Fece sosta a Villa Gelosi (vedi), sulla strada per Acquasparta. Per lui fu fatta appositamente affrescare una stanza. Non era ancora stato costretto a pronunciare la celebre “abiura” (22 giugno 1633), ma iniziava già a scrivere il “Dialogo”.
Galilei, come anche Giovanni Battista Della Porta, faceva parte della famosa “Accademia dei Lincei”, fondata ad Acquasparta, a Palazzo Cesi, da Federico Cesi, insieme a Francesco Stelluti, Anastasio De Filiis e Johannes van Heeck (detto “Giovanni Ecchio”), il quale era amico del Gelosi.
Richiamandosi al nome dell’animale dalla acutissima vista, l’Accademia è votata allo studio delle scienze, ed ancora oggi esistente.
Da Spoleto Galilei si recò ad Acquasparta, alla Cascata delle Marmore e al lago di Piediluco per motivi di studio e ricerca.

Cristina di Svevia – 15 dicembre 1655
Cristina fu Regina di Svezia dall’età di sei anni, quando il padre Gustavo Adolfo morì in battaglia, e fino all’età di 28, quando, nel 1654, si convertì dal protestantesimo al cattolicesimo e, di conseguenza, abdicò in favore del cugino Carlo Gustavo e lasciò la Svezia per trasferirsi a Roma (a Palazzo Farnese). Nella città eterna fu ospite, con una corte di più di 200 cavalieri, del neoletto Papa Alessandro VII (Fabio Chigi, Siena, 13 febbraio 1599 – Roma, 22 maggio 1667, Papa della Chiesa Cattolica dal 1655). Per altro ottenne protezione, ospitalità e prestiti anche da altri tre papi ( Clemente IX, Clemente X e Innocenzo XI).
Era amica delle più importanti personalità europee e di persone come Renato Cartesio (René Descartes, che morì a Stoccolma dove era andato proprio per fare lezione a Cristina), Blaise Pascal, Alessandro Scarlatti, Gian Lorenzo Bernini..
Nel lungo viaggio dalla Scandinavia a Roma fece sosta anche a Spoleto, che fu addobbata a festa, soprattutto adornando e, addirittura, sopraelevando Porta Fuga. Ella, già ai confini con Foligno, fu accolta dal Governatore di Spoleto, Monsignor Diego Capece e dal suo seguito, e, sulla Via Piancianina, dall’appena nominato Arcivescovo Cesare Facchinetti ed altri Vescovi e Nobili. Era arrivato, da Roma, dal Cardinale Paluzzo Paluzzi degli Albertoni (pseudonimo di Saverio Francesco Frascella), l’ordine di accogliere la Regina ed il suo seguito e di provvedere al fieno ed alla biada per i cavalli.
Cristina fu ospitata insieme alla sua servitù personale, nel palazzo del vescovato, mentre gran parte dei dignitari al seguito, tra i quali Pimentel e Montecuccoli, furono divisi in vari palazzi.
Nonostante la neve furono allestiti per lei spettacoli e concerti, e riordinato e ripulito il Duomo per la sua visita.
Quando ripartì transitò per la frazione di Valle San Martino, nei pressi della quale v’è la chiesetta cinquecentesca della “Madonna delle Rose”. In quei pressi la Regina fu assalita dai briganti ed iniziò a pregare la Madonna di salvarla. Al che i briganti si diedero alla fuga ed ella fu salva. Secondo altra versione la richiesta di aiuto fu accolta da alcuni cacciatori del paese che spararono ai malviventi.

(Vedi anche scheda “Arazzo della Regina Cristina”).

Papa Clemente XI – 1684
Giovanni Francesco Albani, Urbino, 23 luglio 1649 – Roma, 19 marzo 1721,  Papa dal 1700, era di famiglia nobile ed origini albanesi (quella paterna) e lombarde (quella materna, la contessa Mosca di Pesaro).
Soggiornò a Palazzo Campello quando era vicario della Basilica di San Pietro, sei anni prima di essere eletto Papa, a soli 51 anni.

Marie Casimire Louise de la Grange d’Arquien (Regina di Polonia) – marzo 1699
La Regina fu ospite, di Alfonso Palettoni, nel palazzo in Borgo San Gregorio. Era già vedova da tre anni del Re Jan Sobiesky (Giovanni III) ed aveva deciso di ritirarsi a Roma con la sua famiglia ed il seguito. Fece tappa a Spoleto, proveniente da Macerata, ricevuta dal Vescovo Pietro Gaddi.

Carlo Sebastiano di Borbone (il futuro Carlo III Re di Spagna) – 1734
Soggiornò a Palazzo Collicola nell’anno in cui, divenuto maggiorenne, decise di riconquistare Napoli, in quel momento governata dagli austriaci.
Egli partì da Parma, il 4 febbraio 1734, passò per Firenze (le capitali dei suoi due Ducati), poi, appunto, per Spoleto e quindi, il 28 marzo, raggiunse il Regno di Napoli, per poi conquistarlo il 10 maggio. Quindi il soggiorno a Palazzo Collicola deve essere dei primi giorni di marzo.
Successivamente divenne re di Spagna, alla morte del padre Filippo V.

Papa Pio VI – 1782
Angelo Onofrio Melchiorre Natale Giovanni Angelo Braschi, Cesena 1717 – Valence-sur-Rhône 1799, Papa dal 1775, soggiornò a Spoleto, a palazzo Collicola, nel 1782, in occasione di un viaggio a Vienna, sia all’andata (probabilmente) che al ritorno (certamente). Secondo altri alla andata soggiornò a Villa Loccatelli (Villa Redenta), essendone proprietari il Cardinale Francesco Maria e suo fratello Fabrizio, anch’egli presule, originari, come il Papa, di Cesena.
E’ il Papa che fece porre l’obelisco sallustiano in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, fece edificare il bellissimo Palazzo Braschi, tra Piazza Navona ed il rione Parione, demolendo il preesistente palazzo Orsini.
Fu il Papa che gestì il Giubileo del 1775 e subì l’invasione Francese del 1798, fino ad essere arrestato e portato prima a Siena, poi a Briançon, e poi verso Digione, dove non arrivò, morendo a Valence-sur-Rhône,
Quando Pio VI arrivò a Spoleto fu accolto in pompa magna dai notabili della città ed accompagnato a Palazzo Collicola ove, nel salone d’onore lo attendeva una orchestra di archi ed un rinfresco. Poi Giovan Battista Collicola pregò il Pontefice di benedire dalla finestra la folla inneggiante che riempiva la corte del palazzo, ed il Papa accondiscese. Tutt’ora una targa in quel salone ricorda la visita.

Johann Wolfgang Goethe – 27 ottobre 1786
Nel primo anno del suo “Viaggio in Italia” (“Italienische reise”) Goethe soggiornò a Spoleto, veniva da Assisi ed era diretto a Roma. Egli dedicò queste famose righe al Ponte delle Torri:
“Sono salito a Spoleto e sono anche stato sull’acquedotto, che nel tempo stesso è ponte fra una montagna e l’altra. Le dieci arcate che sovrastano a tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli, mentre l’acqua scorre perenne da un capo all’altro di Spoleto. È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa. L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l’anfiteatro, il tempio, l’acquedotto”.
Sembra che abbia alloggiato nella “locanda della croce bianca”, che era, probabilmente, in Borgo San Gregorio.

Carlo Emanuele IV di Savoia Re di Sardegna – 1801
Il figlio del Re di Sardegna, Vittorio Amedeo III, e dell’infanta di Spagna Maria Antonietta, marito di Maria Clotilde, sorella del Re di Francia Luigi XVI (ghigliottinato dai rivoluzionari francesi), soggiornò a Palazzo Collicola quando, avendo gli austriaci preso Torino, scelse di vivere tra Firenze, Roma e la Sardegna. Scelta che gli diede il soprannome di “l’esiliato”.

Papa Pio VII – 30 giugno/1 luglio 1800 e 13/14 maggio 1805 e 1814
Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti (Cesena 1742 – Roma 1823, Papa dal 14 marzo 1800), fu eletto Papa a Venezia. Il conclave si tenne lì perché Roma era occupata dai francesi. Dopo un mese di visite alle diocesi venete intraprese il viaggio per mare fino a Pesaro e di qui, via terra, verso Roma.
A Spoleto s
oggiornò nel Palazzo Vescovile dove viveva il suo concittadino Francesco Maria Loccatelli, Vescovo di Spoleto. Ovviamente visitò anche Villa Loccatelli (oggi Villa Redenta) ed il Monastero della Stella, ove erano due sue pronipoti.
Lasciò una corona d’oro sulla Santissima Icone e fu tenuto uno spettacolo di fuochi di artificio in suo onore. Al Papa ed al suo seguito furono offerti dei gelati.
Cinque anni più tardi, di ritorno da Parigi, ove aveva incoronato Napoleone Bonaparte, si fermò a Villa Martorelli (ora Villa Redenta), ospite di Fabrizio Loccatelli, nobile cesenate proprietario della villa e fratello del Vescovo Francesco Maria.
Il Papa visitò di nuovo il Monastero della Stella, e, personalmente, nella cappella del Palazzo Vescovile, traslò la reliquia di San Ponziano (la testa) in una nuova urna di argento.
Passò ancora per Spoleto nel maggio del 1814, tornando a Roma dopo 5 anni di prigionia in Francia e a Savona (vedi “Pio VII dalla cattività savonese a Spoleto”), ma non vi dormì.

Lord George Gordon Byron – 4 giugno 1817
La storia del grande poeta George Byron è particolarissima. Nato nobile e Londra, si trasferì giovanissimo in Scozia, a casa della madre, perché il padre, in rovina economica, fuggì in Francia. Zoppo per un difetto congenito al tendine di Achille, probabilmente bisessuale, provocò alcuni scandali coi suoi atteggiamenti e così decise di abbandonare la Gran Bretagna. Soggiorno a Campello sul Clitunno il 4 giugno 1817 ma, probabilmente, vi era già passato l’anno prima. Di questa data siamo certi per una lettera a  John Murray ove scrisse anche: “Al mio ritorno, vicino al tempio
presso le sue rive, ebbi qualcuna delle famose trote del fiume Clitunno, il più grazioso fiumicello di
tutta la poesia, presso la prima posta tra Foligno e Spoleto”.

Gioachino Antonio Rossini – 1817
Il famosissimo compositore pesarese venne a Spoleto, all’età di 25 anni, per suonare, come contrabbassista, nella rappresentazione della sua opera “L’italiana in Algeri”, al Teatro Caio Melisso, allora chiamato “Teatro Nobile”. Sembra che a Spoleto divenne amante del tartufo, tanto da richiederne poi la spedizione ai suoi amici spoletini.

William Turner – 1819
Pittore inglese famosissimo per i suoi paesaggi ad olio, ma apprezzatissimo anche per gli acquerelli, Turner a Spoleto dipinse, in una opera molto famosa, il ponte delle torri. L’immagine è però denominata ‘Bridge and Goats’, ponte delle gole, e non è affatto fedele, ma è una libera interpretazione artistica, sebben si intuiscano sia la Rocca che il Fortilizio.

Percy Bysshe Shelley – 1820
Poeta romantico inglese, marito di Mary Shelley, l’autrice di Frankestein, Egli scrisse “Spoleto è la città più romantica che abbia mai visto”.

Francesco I Imperatore d’Austria – 1820
Francesco Giuseppe Carlo d’Asburgo Lorena (1768 – 1835) fu ultimo “Imperatore del Sacro Romano Impero”, primo Imperatore d’Austria (col nome di Francesco I), Re di Boemia e Re di Ungheria, ultimo Duca di Milano. Nel 1820 intervenne contro alcuni tentativi di rivoluzione a Napoli e fu, probabilmente, in occasione di questo viaggio che soggiornò a Spoleto. Della sua visita si sa poco, ma, essendo appena stato rinvenuto il Ponte Sanguinario, gli scavi furono accelerati per meglio poterlo mostrare all’Imperatore.

Giacomo Leopardi – 20/11/22 e 4/9/30 (o forse 5 settembre 1833)
Per due volte Leopardi si fermò a Spoleto, nell’allora Hotel Posta (poi Italia).
Nel primo viaggio Leopardi stava andando da Recanati a Roma con lo zio materno, Girolamo Antici.
Nel secondo veniva da Firenze per recarsi a Roma e Napoli, ma era febbricitante, tanto che per riprendersi si fermò nella nostra città per due notti.

Marie-Henri Beyle (Stendhal) – 1831
Il notissimo scrittore, drammaturgo, militare e funzionario francese fu a Spoleto nell’anno dei moti rivoluzionari che costrinsero anche alla fuga il Vescovo e futuro Papa Giovanni Maria Mastai Ferretti.
Rimase molto impressionato dalla bellezza della via “che dal centro storico si insinua tra il verde dei colli circostanti”, la strada che oggi chiamiamo “la passeggiata”. Essa, però, non aveva ancora la configurazione attuale, ed iniziava, praticamente, a Porta San Luca (Spoletosfera).

Principi C. L. Napoleone Bonaparte (futuro Napoleone III) e Napoleone L. Bonaparte  – 1831
Il Principe Carlo Napoleone Luigi Bonaparte (Parigi, 20 aprile 1808 – Chislehurst, 9 gennaio 1873), era nipote, per parte di zio, di Napoleone Bonaparte. Fu Presidente della Repubblica francese dal 1848 al 1852 e Imperatore di Francia in seguito al colpo di Stato del 1851 e fino al 1871, quando fu imprigionato e deposto in seguito alla sconfitta di Sedan.
Napoleone Luigi Bonaparte, che fu anche Re di Olanda nel 1810 per otto giorni, morì a Forlì poco dopo il soggiorno spoletino a causa di una epidemia di morbillo, a soli 27 anni.
I due fratelli vivevano a Roma ed erano aderenti alla carboneria, e per questo ricercati dagli austriaci. Dovendo fuggire trovarono rifugio a Spoleto, ospiti di Pompeo Campello nel suo palazzo, quando era Vescovo il futuro Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, Senigallia 1792 – Roma 1878, Papa della Chiesa Cattolica dal 1846).
Mentre i Bonaparte erano a Spoleto il Vescovo convinse i generali dello Stato Pontificio a non attaccare i rivoltosi di Spoleto (capeggiati da Pompeo Campello…) e di Rieti, e a deporre le armi in cambio di soldi e passaporti. Indubbiamente salvò così molte vite, comprese quelle dei Bonaparte. La sua la salvò fuggendo da Spoleto a piedi attraverso Patrico e Sensati, o almeno così racconta la leggenda.

Papa Gregorio XVI – 2, 3 e 4 settembre 1841
Bartolomeo Alberto Cappellari (Belluno, 18 settembre 1765 – Roma, 1 giugno 1846, Papa dal 2 febbraio 1831), Papa Gregorio XVI, si fermò a Spoleto facendo tappa nel suo pellegrinaggio alla Madonna di Loreto, compiuto con sette carrozze, per un seguito di ben 48 persone.
Fu ricevuto dal Gonfaloniere Giovanni Parenzi e dimorò nel Palazzo della Delegazione Apostolica (Palazzo Ancaiani).
Per la sua venuta si affrettarono i lavori di completamento del “terzo tronco” della traversa nazionale interna (da Piazza Collicola a Via Tobagi), per l’occasione abbellito di due archi trionfali, uno sotto Palazzo Pianciani (alto 14 metri, con capitelli corinzi e basi in bronzo e frasi di giubilo) e l’altro sotto Palazzo Collicola (alto 15 metri e mezzo, con capitelli dorici, con lo stemma pontificio). Furono anche istituite e sorteggiate sei doti per “ragazze oneste e povere”.
Arrivò a Spoleto il 2 settembre 1841, preceduto dal Segretario di Stato Cardinale Mario Mattei ed annunciato dai colpi di cannone dalla Rocca. A 20 giovani spoletini, vestiti di nero con fascia argentea, fu concesso l’onore di trainare a mano la carrozza del Papa dalla porta San Luca a San Filippo.
In suo onore fu tenuto uno spettacolo di fuochi di artificio, suonò la Banda Musicale e furono illuminate tutte le frazioni del circondario. Furono erette 4 grandi statue vicino a Porta S. Luca, raffiguranti le virtù cardinali: Prudenza, Fortezza, Giustizia e Temperanza.
Il giorno 3 visitò i Monasteri della Stella e del Palazzo e concesse “il bacio del sacro piede” nella sala del Trono.
Visitò la fabbrica di pannilana del Conte Pianciani, impartì la benedizione alla folla dal balcone del Palazzo Ancaiani e dal terrazzo del Duomo.
Il Papa ripartì il giorno 4 alle ore 9,00, dopo aver fatto visita al Monastero di Sant’Agata e dopo aver lasciato centinaia di scudi in beneficenza a varie categorie di bisognosi. Sulla strada per Foligno fece sosta a San Giacomo per pregare.

Heinrich Brunn – 20 maggio 1844
L’archeologo tedesco, famoso per aver introdotto un metodo innovativo per la datazione delle antiche sculture, lavorò a lungo a Roma. Nel 1844 fu a Spoleto, probabilmente per più di un giorno.Il 20 maggio scrisse una lettera esaltando la bellezza e la importanza del Ponte Sanguinario, auspicandosi che fosse riportato alla luce.

Prìncipi Umberto e Amedeo di Savoia – 29 e 30 settembre 1861
I figli di Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, e di Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, Regina del Regno di Sardegna, stavano compiendo un lungo giro nel regno d’Italia appena conquistato, iniziato il 16 settembre e concluso l’8 ottobre. Avrebbero dovuto essere a Spoleto il 28 settembre 1861, ma la visita si svolse il 29, per il prolungarsi della permanenza ad Ancona. La modifica al programma fu comunicata col telegrafo, impiantato proprio in quell’anno, a Spoleto.
La carrozza dei Prìncipi percorse la “Traversa Nazionale Interna”. Ma non il primo tratto (“la Valle”), perché attraversò Borgo San Gregorio (Corso Garibaldi, oggi), Via dei Gesuiti e poi imboccò davvero la Traversa, oramai quasi conclusa, mancando solo il tratto del “ponte Ferrari”, dalla attuale via Abeti alla attuale piazza Carducci.
Per l’occasione le strade furono bonificate (“spasa la rena in più punti”), alcune facciate imbiancate, e le case esposero drappi e 308 bandiere. Fu coperta con teli e fiori la “casupola Marignoli” all’inizio di Borgo San Gregorio, che pareva brutta ed indecente. E, con una impalcatura ed un grosso telo, fu coperto anche palazzo Travaglini, al momento “affettato” per aprire la Traversa ed ancora non completato.
Furono innalzati quattro palchi per la bande musicali: alla fine di Borgo San Gregorio, uno a San Domenico e due a Piazza Vittorio Emanuele (Piazza della Libertà).
I Prìncipi dimorarono nel “Palazzo della Intendenza” (Palazzo Ancajani), che però era sfornito di arredi e lampadari, che, pertanto, furono portati dai vari palazzi Nobiliari della città e dal palazzo Municipale. A Palazzo Ancajani, sul soffitto della sala da pranzo, il pittore Angelo Salvatori dipinse l’arma dei Savoia: croce d’argento su scudo rosso.
Il 30 settembre le altezze reali andarono a Terni, ma tornarono a dormire a Spoleto, di nuovo accolti da concerti bandistici in piazza. Poi si diressero a Perugia.

Ferdinand Gregorovius – storico – 1861
Il Gregoriovius (Neidenburg 1821 – Monaco di Baviera 1891) è un noto storico e medievista tedesco, che ha studiato profondamente la Roma medievale. Autore, tra l’altro di cinque volumi di “Wanderjahre in Italien” (Pellegrinaggi in Italia), sui suoi viaggi nel nostro paese.
Rimase incantato da Spoleto, dal Ponte  e dalla Rocca Albornoziana e ne scrisse nel secondo volume, all’interno del capitolo dedicato al suo viaggio “Attraverso l’Umbria e la Sabina”, in “Passeggiate per l’Italia” (Wanderjahre in Italien).: “L’acqua che arriva da Monteluco viene fatta passare per il ponte. Quando, andando dalla cittadella al monte si percorre lo stretto cammino del ponte–acquedotto, e si guarda la profondità del burrone, vengono le vertigini, specialmente se il vento è forte. Talvolta sono stato costretto a reggermi alla ringhiera.” ed ancora “Mi pare di non aver mai contemplato una cosa tanto pittoresca quanto quel vecchio castello nero che si innalza con le sue torri smussate ed i vecchi muri merlati molto sopra la città turrita e ben fatta”. In quel momento la Rocca non era più un castello abitato dai nobili, era un carcere! 

Giosuè Carducci – Tre visite tra il 1876 ed il 1877
Il poeta soggiornò a Spoleto per tre volte, in questi due anni, dapprima perché inviato come “Commissario Regio”  al nostro Liceo Classico per una ispezione (giugno 1876). Poi quando svolse la funzione di commissario di esami a Perugia, al Liceo Mariotti, l’anno seguente, e volle tornare a Spoleto, che tanto lo aveva affascinato.
Nel 1876 arrivò il 12 giugno, accolto alla stazione da venticinque carrozze, possedute o appositamente noleggiate dai notabili spoletini. Fece uno spuntino alla cantina di Carlacchione (Guido Carlini), che era al piano terra di Palazzo Pianciani, nell’ultimo portone di via Tobagi prima di Largo Clementi, per poi pernottare e desinare all’Albergo Lucini, con ingresso da Via Cavallotti. Fu ricevuto dal Sindaco Tommaso Benedetti, poi fece il suo lavoro di Ispettore al Liceo Classico, per tre giorni (14, 15 e 16). Il Liceo era, allora, in Piazza XX settembre, nell’ex convento dominicano (vedi), ora sede del Liceo Artistico.  Chiese di visitare le Fonti del Clitunno, che lo ispirarono a scrivere l’ode “Alle Fonti del Clitunno”. La gita si svolse nel tardo pomeriggio del giorno 14, sempre con tantissime carrozze in convoglio, cenando alla trattoria di Orfeo Lungarotti.
Il legame tra il poeta e la nostra città è, per altro, testimoniato dalla targa affissa sulle mura ciclopiche nel 1906, pochi mesi prima del conferimento del premio Nobel (vedi scheda “targa Carducci”) e dalla intitolazione della piazza ove è Palazzo Toni (vedi schede) e della biblioteca comunale (nel 1907).

Re Umberto I di Savoia – 5 settembre 1892 
Umberto I, il “Re buono”, che, da Principe, era stato a Spoleto nel 1861, divenne il secondo Re d’Italia nel 1878. Nel 1892, trovandosi a Foligno per assistere alle Grandi Manovre Militari, fu invitato a Spoleto, dal Sindaco Salvatore Fratellini, per inaugurare il monumento a suo padre, Vittorio Emanuele II (opera di Urbano Lucchesi) nella piazza a lui intitolata (ora Piazza della Libertà). Accettò l’invito dietro promessa che “la Città non farà la benché minima spesa sotto nessun pretesto per l’arrivo ed il ricevimento del Re”.
Il Sindaco ebbe l’onore di salutare i Ministri Pelloux e Bonacci, i Generali Cosenz e Pallavicini, ed Amedeo I di Spagna. Dopo la cerimonia si svolse un ricevimento in Comune.

William Frederick Cody (Buffalo Bill) – 23 marzo 1906
Cacciatore di bisonti, soldato, attore, esploratore, massone ed eroe nazionale statunitense, divenne, negli ultimi anni della sua vita, impresario teatrale, dopo aver recitato per undici anni a teatro, nel ruolo si sè stesso. Infatti nel 1883 creò il “Buffalo Bill Wild West Show”, uno spettacolo circense cui prendevano parte anche il leggendario capo sioux Toro Seduto, Calamity Jane e Alce Nero. Il 23 marzo del 1906, durante la seconda tournée italiana (la prima fu nel 1890) tenne spettacolo a Spoleto, con 300 cavalli e 150 indiani pellerossa, a Piazza Campello.

Pietro Mascagni – 26 settembre 1906
Il compositore e direttore d’orchestra livornese Pietro Antonio Stefano Mascagni (Livorno, 7 dicembre 1863 – Roma, 2 agosto 1945) diresse un concerto al Teatro Nuovo.
Era già famoso in tutto il mondo, avendo compiuto tournée in Europa, Stati Uniti e Sud America. Ed era direttore della Scuola Nazionale di Musica di Roma.
Al Nuovo eseguì brani di Rossini, Verdi, Schumann, Wagner, Tschaikowsky ed altri. L’evento fu propiziato dalla amicizia di Adriano Belli con l’artista, allora un vero divo, e dal lavorìo dell’allora Sindaco Domenico Arcangeli: ebbero l’idea di invitare il Divo, sapendo che era a Foligno per rappresentare la sua opera “Iris”. Fu assistito da una orchestra di ben 60 elementi, e la serata si concluse con una cena di gala.

Aleksandr Alexandrovich Blok – 2 giugno 1909
Aleksandr Blok è uno dei più grandi poeti russi, ed è tutto dire perché la poesia russa tra ottocento e novecento ha avuto moltissimi ed illustri esponenti. Nel 1909 intraprese un viaggio in Italia, insieme alla moglie Ljuba Mendeleeva, figlia del notissimo chimico Dmitrij Mendeleev.
Aveva solo 29 anni, ma era avanti nel suo breve e fulgido percorso, perché morirà a 41 anni vittima delle carestie successive alla rivoluzione comunista. Scrisse la poesia “La ragazza di Spoleto“, inserita nella raccolta “Versi italiani”, pubblicata in Italia col titolo “Nel cielo nero dell’Italia. Poesie e prose”. Nella nostra città scrisse anche  la poesia “Uspenie” (Dormizione/Assunzione), forse colpito dall’affresco di Filippo Lippi in Duomo.

Hermann Hesse – 28 aprile 1911
Lo scrittore, poeta e pittore tedesco (naturalizzato svizzero), vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1946, visitò Spoleto nel 1922, l’anno in cui nacque il suo terzo figlio Martin, in cui pubblico “sotto terra”, libro di poemi, ed in cui fece anche il famoso viaggio nelle indie.
Proveniva da Orvieto ed era diretto ad Assisi. Da Spoleto mandò una cartolina alla moglie, ove scrisse: “Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!” e le disse che avrebbe voluto vivere qui per qualche tempo.

Regina Margherita – 24 giugno 1919
Margherita di Savoia (Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia-Genova,  Torino, 20 novembre 1851 – Bordighera, 4 gennaio 1926), consorte di re Umberto I, prima Regina d’Italia, visitò Spoleto nel giugno del 1919. Era già vedova, essendo stato assassinato il Re il 29 luglio 1900 a Monza, per mano dell’omicida Bresci, per cui regnava il figlio di Margherita, Vittorio Emanuele III.

Luigi Pirandello – 1924
Il Professor Pirandello ( Agrigento 1867 – Roma 1936) , scrittore ed autore teatrale visse l’estate del 1924 sul Monteluco, scrivendo qui “Sagra del Signore della nave” e ” La nuova colonia”. (vedi pagina “eremo di San Giovanni”).

Aimone di Savoia Aosta – 23 ottobre 1932
Duca di Aosta, Re di Croazia e, soprattutto, Duca di Spoleto, Aimone di Savoia Aosta fu a Spoleto, nel 1932, per inaugurare il Monumento ai Caduti, a Colle Attivoli. Poi visitò la Rocca, la Scuola Allievi Ufficiali, quindi assistette ad un concerto al Teatro Nuovo diretto dal Maestro Placido Nicolai.

Umberto Principe di Piemonte – 20 ottobre 1938
Svolse la sua visita a Spoleto in qualità di Ispettore dell’Arma di Fanteria. Visitò anche i ricoverati all’ospedale e rese omaggio in Vescovato alle autorità religiose. Otto anni dopo vi tornerà con la moglie, sposata nel 1939.

Beniamino Gigli – 18 settembre 1932 e 12 / 15 agosto 1939 e novembre 1942
Che il grandissimo tenore recanatese Beniamino Gigli, noto in tutto il mondo, potesse cantare a Spoleto era una idea impossibile, Ma l’avvocato romano, di madre spoletina, Adriano Belli, esperto di musica, rese possibile questo ed altri miracoli !
Così Gigli si esibì per ben due volte.
Nel 1932 si scelse Piazza Duomo, ove vennero allestiti ben 4.000 posti. Gigli fu accompagnato sul palco dalle soprano Margherita Carosio e Marina Selivanova e dal baritono Armando Dadò. il ricavato dello spettacolo era destinato a beneficio delle Opere assistenziali. Per l’evento, che riempì piazza Duomo, il podestà ottenne un treno speciale che portò pubblico da Roma, sostò alla stazione di Spoleto fino alla fine del concerto per poi riportarlo nella capitale. Tutta l’organizzazione fu messa in crisi da una indisposizione del divo, un malore accusato mentre si esibiva a Lanciano. Dalla data originale del 17 luglio si giunse a fissare quella del 18 settembre 1932, data in cui avvenne, effettivamente, l’evento.
Gigli pernottò all’Hotel Tordelli, in corso Mazzini, e tornò più volte a Spoleto per diporto e per salutare gli amici, tra i quali, oltre al Belli, il noto “Bevagna” (Eugenio Testa).
Il 12 agosto 1932 Giglì si esibì di nuovo, nella “Lucia di Lammermoor”, questa volta al Teatro Nuovo. Soggiornò a palazzo Marignoli, ospite della Marchesa Eloisa Marignoli, visitò il Monteluco e partecipò, all’abergo Ferrovia, ad una cena in suo onore. Di questa seconda occasione rimane anche una lapide nel foyer del Teatro Menotti(vedi).
Per altro è intitolata a Gigli la piazza di fronte al Teatro stesso.
Alla fine del 1942 Gigli recitò nel film “i pagliacci”, di Giuseppe Fatigati, con Alida Valli. Il film è stato girato a Berlino, ma alcune scene anche a Spoleto.
Gigli continuò poi a visitare Spoleto periodicamente, ed il legame fu così forte che nel 1957 si fece a Spoleto, dopo quello fatto a Roma ove era morto, il suo funerale.

Aimone di Savoia Aosta e Irene di Grecia – 19 maggio 1940
Il Duca di Aosta, Re di Croazia e, soprattutto, Duca di Spoleto (Torino, 9 marzo 1900 – Buenos Aires, 29 gennaio 1948), e sua moglie Irene (Atene, 13 febbraio 1904 – Fiesole, 15 aprile 1974), sposata l’anno precedente,  giunsero a Spoleto con un treno speciale, otto anni dopo la prima visita del solo Aimone. Fecero visita al monumento ai caduti a Colle Attivoli (i cappuccini), alla Casa del Fascio, al Duomo, al convento francescano di Monteluco, alla scuola militare, alla Panetto e Petrelli, al cotonificio, all’oleificio cooperativo, alla scuola materna. Dedicarono molto tempo a visitare il nuovo ospedale (vedi scheda), soffermandosi a lungo coi malati ivi ricoverati, accompagnati dal Primario dell’Ospedale, Fabiano Benedetti Valentini.
Incontrarono le autorità comunali nel Municipio, lasciando dei doni. Scoprirono una lapide a Cassio Mastini, sergente maggiore del Primo Reggimento Littorio. Conclusero la visita assistendo ad una rappresentazione de “La Cavalleria Rusticana” al Teatro Nuovo.

Fausto Coppi – 5 aprile 1954
Il campione del mondo di ciclismo, vincitore di 5 Giri d’Italia e plurivincitore in strada e pista, venne a pranzo a Spoleto, accompagnato dalla “dama bianca”, Giulia Occhini, per poi salire a Monteluco. Aveva 35 anni ed era già famosissimo.

Re Gustavo VI Adolfo e Regina Luisa di Svezia – 12 ottobre 1959
Gustavo VI Adolfo di Svezia (Stoccolma 1882 – Helsingborg 1973) e la sua seconda moglie Luisa Mountbatten (Seeheim-Jugenheim 1889 – Stoccolma 1965) pernottarono a Spoleto. Il Re era appassionato ed esperto di architettura ed archeologia, tanto che partecipò di persona, attivamente, a numerose campagne di scavo in Italia, soprattutto in Etruria. Lavorò anche in Cina, Corea e Grecia. I reali fecero visita a numerosi nostri siti, tra i quali San Salvatore, il Duomo, Sant’Eufemia ed il Foro.

Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio – 8 dicembre 1961
L’Onorevole Fanfani (Pieve Santo Stefano 1908 – Roma 1999) venne a Spoleto, in forma ufficiale, per l’inaugurazione della variante della Flaminia (San Pietro – bivio Eggi) e della galleria sotto la Rocca. Era alla sua terza esperienza come primo Ministro. Fanfani aveva prestato servizio militare nella Scuola Ufficiali di Spoleto.

Aldo Moro  – 13 aprile 1968
Lo statista, che verrà assassinato dalle Brigate Rosse dieci anni più tardi, era il Presidente del Consiglio in carica. Venne a Spoleto per l’avvio della attività della “Unione Spoletina” (vedi “giardino dello sport”), insieme all’Onorevole Franco Maria Malfatti, e tenne un discorso in un affollatissimo Teatro Nuovo, alla presenza anche del vescovo Ugo Poletti.

Giulio Andreotti – 23 gennaio 1971
Il notissimo politico Giulio Andreotti (Roma, 14 gennaio 1919 – Roma, 6 maggio 2013) nel 1971 non aveva ancora mai ricoperto la carica di Presidente del Consiglio ma era già stato sottosegretario e ministro. Tenne un discorso nella sala XVII settembre (all’interno del Teatro Nuovo).

Albert Bruce Sabin – 15 aprile 1981
Il medico statunitense, di origine polacca, che sviluppò il vaccino contro la poliomelite e rinunziò al suo brevetto ed ai relativi proventi, fu a Spoleto, invitato dal Presidente del CISAM, Prof. Raoul Manselli. Fu ricevuto in Municipio e fece visita ai monumenti cittadini.

Sandro Pertini, Presidente della Repubblica – 27 settembre 1982
A 86 anni Pertini venne a Spoleto per inaugurare il congresso “Il Ducato di Spoleto”, che si tenne al Teatro Nuovo in occasione della nona Settimana di Studi sull’Alto Medioevo e del trentennale del CISAM.
Fu accolto dal Sindaco Leopoldo Corinti, dal Ministro Vincenzo Scotti, dal Sindaco di Milano Tognoli e dal Presidente della Regione Umbria, Germano Marri. Dal Vescovo Ottorino Pietro Alberti, dai Senatori Giorgio Spitella e Giancarlo De Carolis. Dopo l’inaugurazione raggiunse Palazzo Ancajani, sede del CISAM. Pertini era già stato a Spoleto per un comizio del PSI.

Eleonora Giorgi, attrice – 1989 / 1990
La Giorgi ha vissuto per vari mesi a San Giacomo, prendendo anche parte al presepe vivente, ma senza far pubblicizzare il suo nome. Una figurante anonima come tanti, alla pari con gli altri. Produsse anche alcuni oggetti artigianali, che poi furono venduti per beneficenza nel bazar della manifestazione.

Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica – 17 aprile 1993
Ancora la Settimana di Studi sull’Alto Medioevo fu occasione di una visita di un altro Presidente della Repubblica. Scalfaro inaugurò, all’Hotel dei Duchi, la “settimana”, poi si recò a piedi al ristorante Sabatini per il pranzo. Quindi la visita alla sede del CISAM, a Palazzo Ancajani, e poi al Caio Melisso per gli incontri istituzionali col Sindaco Giancarlo Tulipani, il presidente della giunta regionale Francesco Ghirelli, il Vescovo Antonio Ambrosanio, i parlamentari Giovanni Paciullo e Learco Saporito, con una imprevista deviazione dal Caio Melisso per visitare il Duomo, ivi raggiunto di corsa dal Vescovo Ambrosanio che lo attendeva invece in teatro, in platea.
Scalfaro era già stato a Spoleto quando era Ministro degli Interni, per un sopralluogo all’area dell’ex cotonificio, dove doveva sorgere la Scuola di Polizia.

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica – 11 luglio 2011
Il Presidente, accompagnato dalla moglie Clio e dalla loro nipote, venne al concerto di chiusura del Festival di Spoleto, si fermò una mezz’ora nei locali della Diocesi, poi entrò in Piazza Duomo. Vi erano appese decine di bandiere tricolori ed il colonnato del Duomo era illuminato di bianco-rosso-verde, per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia. Il Maestro James Conlon iniziò con l’inno di Mameli e concluse con il “Va Pensiero”.
“.

 


VISITE AL FESTIVAL

Il Festival, per meglio dire il Maestro Menotti, ha portato a Spoleto decine e decine di eminenti personalità della politica, dell’arte, della nobiltà, dell’imprenditoria mondiale. Nel periodo d’oro del Festival dei Due Mondi il mondo era a Spoleto.
Però dei personaggi venuti qui in occasione del Festival si può fare solo una incompleta lista, suscettibile di essere implementata ma non mai esaustiva: furono talmente tanti che è quasi impossibile che lo divenga.
I musei allestiti lungo i percorsi meccanizzati ne sono una buona testimonianza, seppur di certo parziale.

Vennero qui:
Principe Filippo di Edimburgo, Brigitte Bardot, Sofia Loren, Liz Taylor, Eduardo De Filippo, Vittorio e Alessandro Gassman, Luciano Pavarotti, Tennessee Williams, Jerome Robbins, Luchino Visconti, Luca Ronconi, Tomas Milian, Rudolf Nurejev, Carla Fracci, Thomas Schippers, Romolo Valli, Ken Russell, Nino Rota, Roman Polański, Ezra Pound,  Arnoldo Foà,  Joaquín Cortés, Dario Fo, Franca Rame, Mariangela Melato, Domenico Modugno, Maria Rosaria Omaggio, Franca Valeri, Adriana Asti, Gérard Depardieu, Mikhail Baryshnikov, Riccardo Muti, Lucrezia Lante della Rovere, Eleonora Abbagnato, Vittorio Caprioli, Juliette Grecò, Michele Placido, Stefano Bollani, Roberto Bolle, Liliana Cavani, Marion Cotillard, Pier Paolo Pasolini, Anna Magnani, Dacia Maraini, Alberto Moravia, Christian Badea, Eugène Ionesco, Eugène Ionesco,  Giuseppe Ungaretti, Pablo Neruda, Fernanda Pivano, Franco Zeffirelli, Spiros Argiris, Allen Ginsberg, Alain Delon, Romy Schneider, Louis Armstrong, Luciano Salce, Isabella Rossellini, Zubin Metha, Lorenzo Ricci Muti, Pasquale Squitieri, Roman Polansky, Paolo Poli. Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Alicia Paolozzi Spalding, Sergio Castellitto, Uto Ughi, Boris Baryshnikov, Umberto Orsini, Al Pacino, Ornella Vanoni, Palmiro Togliatti, Antonello Venditti, Alessandro Baricco, Francesco Cossiga come Ministro degli Interni, Giovanni Leone come Presidente della Repubblica, Aldo Moro, Carolina e Alberto di Monaco, Federico Fellini, Andy Wharol, Alexander Calder, Christo, Pio Manzù, Henry Moore, Ottavia Piccolo, Isabelle Adjani, Silvio Orlando, Carla Bruni.

 

 

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