Portico di Loreto

  • Portico di Loreto

    • Portico di Loreto 10/01/2023
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Un portico di ben 300 metri con 81 arcate e 82 colonne, largo 4,17 metri. Un lungo camminamento, riparato dalle intemperie, per far andare i credenti dalla città, dalla porta di Loreto, fino alla chiesa della Madonna di Loreto.

Si noti che alla cinquantaduesima arcata (contata dalla chiesa) termina la trasanna. Probabilmente di lì in poi non fu più costruito, per economizzare. Secondo alcuni studi i lavori iniziarono nel 1571 e furono ripresi e conclusi nella prima metà del XVIII secolo. Comunque le notizie sull’epoca di costruzione sono scarse e frammentarie.

I fondi provennero inizialmente dai penitenti. Poi si chiesero contributi alle facoltose famiglie di Spoleto, come i Marcucci, i Collicola, i Leti, i Dardani, che ebbero in cambio il privilegio di poter dipingere il proprio stemma sulla sommità della colonna o, in presenza di versamenti cospicui, di più d’una. Quando i fondi non bastavano si ricorreva anche a collette popolari o all’incasso di offerte di penitenti. Per questo si vedono ben 11 stemmi con la scritta “pys eleemosynis” (pia elemosina).

In totale vi sono 80 stemmi, dei quali 52 nella parte con sporto e 28 nell’altra. Di questi stemmi 25 sono sormontati dal galero vescovile, quasi tutti gli altri dalla corona, a volte stilizzata. Vi sono 12 serie di stemmi ripetuti due o tre volte.
La apertura verso San Paolo ha, ai alti, stemmi del Comune di Spoleto. Il settimo stemma dall’alto ha la dedica alla Confraterntia di Santa Maria di Lauro Candelora (vedi). Il nono ha lo stemma dei Leti. Il 39. ha la significativa scritta “sacerdoti pietati”.

Siccome il piano di calpestio del portico è più alto del piano di stradale anche di un metro, dopo che nelle prime arcate a valle è quasi complanare, vi sono, distanziate tra loro, tre scalette che permettono di salirvi agevolmente.
In corrispondenza con la seconda scaletta è stato aperto, in tempi recenti, un varco posteriore che, unitamente ad una apposita rampa, permette l’accesso al portico dal posteggio retrostante. Curiosamente questa apertura ha un numero civico. L’1.

Una parte del portico, quella vicino alla chiesa della Madonna di Loreto, fu demolita per costruire il nuovo ospedale (vedi).

A causa della sua lunghezza il portico ha subìto nel tempo notevoli danni, sia per torsioni sismiche che per assestamenti del terreno. Fu restaurato nel 1971 ad opera della Associazione “Amici di Spoleto” ed ancora negli anni ’90 con fondi pubblici. In seguito al terremoto del 2016 è ora nuovamente interdetto alla fruizione.
Era bellissimo tenervi al “fiera delle cipolle” (vedi “Patrimonio immateriale di Spoleto”) ma le attuali norme sulla sicurezza non lo renderebbero più possibile.

Description

Un portico di ben 300 metri con 81 arcate e 82 colonne, largo 4,17 metri. Un lungo camminamento, riparato dalle intemperie, per far andare i credenti dalla città, dalla porta di Loreto, fino alla chiesa della Madonna di Loreto.

Si noti che alla cinquantaduesima arcata (contata dalla chiesa) termina la trasanna. Probabilmente di lì in poi non fu più costruito, per economizzare. Secondo alcuni studi i lavori iniziarono nel 1571 e furono ripresi e conclusi nella prima metà del XVIII secolo. Comunque le notizie sull'epoca di costruzione sono scarse e frammentarie.

I fondi provennero inizialmente dai penitenti. Poi si chiesero contributi alle facoltose famiglie di Spoleto, come i Marcucci, i Collicola, i Leti, i Dardani, che ebbero in cambio il privilegio di poter dipingere il proprio stemma sulla sommità della colonna o, in presenza di versamenti cospicui, di più d'una. Quando i fondi non bastavano si ricorreva anche a collette popolari o all'incasso di offerte di penitenti. Per questo si vedono ben 11 stemmi con la scritta "pys eleemosynis" (pia elemosina).

In totale vi sono 80 stemmi, dei quali 52 nella parte con sporto e 28 nell'altra. Di questi stemmi 25 sono sormontati dal galero vescovile, quasi tutti gli altri dalla corona, a volte stilizzata. Vi sono 12 serie di stemmi ripetuti due o tre volte.
La apertura verso San Paolo ha, ai alti, stemmi del Comune di Spoleto. Il settimo stemma dall'alto ha la dedica alla Confraterntia di Santa Maria di Lauro Candelora (vedi). Il nono ha lo stemma dei Leti. Il 39. ha la significativa scritta "sacerdoti pietati".

Siccome il piano di calpestio del portico è più alto del piano di stradale anche di un metro, dopo che nelle prime arcate a valle è quasi complanare, vi sono, distanziate tra loro, tre scalette che permettono di salirvi agevolmente.
In corrispondenza con la seconda scaletta è stato aperto, in tempi recenti, un varco posteriore che, unitamente ad una apposita rampa, permette l'accesso al portico dal posteggio retrostante. Curiosamente questa apertura ha un numero civico. L'1.

Una parte del portico, quella vicino alla chiesa della Madonna di Loreto, fu demolita per costruire il nuovo ospedale (vedi).

A causa della sua lunghezza il portico ha subìto nel tempo notevoli danni, sia per torsioni sismiche che per assestamenti del terreno. Fu restaurato nel 1971 ad opera della Associazione "Amici di Spoleto" ed ancora negli anni '90 con fondi pubblici. In seguito al terremoto del 2016 è ora nuovamente interdetto alla fruizione.
Era bellissimo tenervi al "fiera delle cipolle" (vedi "Patrimonio immateriale di Spoleto") ma le attuali norme sulla sicurezza non lo renderebbero più possibile.

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Mappa fornita da OpenStreetMap.org

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