Camera pinta

  • Camera pinta

    • Camera pinta 19/02/2026
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Description

La bellezza di questa camera (con bagno, vedi scheda) deve essere osservata dopo aver considerato che, contrariamente a quasi tutti gli affreschi che possiamo trovare, non rappresenta scene religiose o bibliche, bensì profane.
La stanza, di circa otto metri per sette, diviso in due da un arcone, cosicché è composta da studiolo e camera da letto.
Lo stemma Tomacelli  si trova quattro volte nella stanza. E’ quello della famiglia di Papa Bonifacio IX (Pietro Tomacelli, Casarano LE, 1350 circa – Roma, 1404,  Papa della Chiesa cattolica dal 1389 alla morte) e di Marino Tomacelli, governatore della Rocca, che commissionò la decorazione.

Gli affreschi, di fine trecento / inizio quattrocento, hanno resistito al tempo ed all’uso carcerario sono stati un mistero per molto tempo ma, nel 2010, uno studio della Università di Perugia ha provato che rappresentano scene dal poema “Teseida” di Boccaccio, scritto in volgare in dodici libri. In esso si narra dell’amore di due tebani per Emilia, sorella di Ippolita, regina delle Amazzoni e quindi cognata di Teseo. Arcita e Palemone, nipoti di Cadmo, tebani sconfitti in guerra da Teseo e perciò imprigionati, vedono dalla finestra Emilia e ambedue se ne innamorano.  Arcita uscito di prigione ed esiliato,  escogita uno stratagemma per far uscire anche Palemone, con la complicità di un medico che si introduce in cella. Poi Palemone incontra Arcita addormentato e pensa di ucciderlo. Ma desiste e lo sfida invece a duello per la bella Emilia, ed esso viene combattuto con l’ausilio di novantanove cavalieri ciascuno, nel teatro della reggia e di fronte ai Nobili come spettatori. Il duello è vinto da Arcita, che però viene ferito a morte. Fa in tempo a sposare Emilia ed a lasciare volontà che essa, morto lui, sposi il suo amico e rivale Palemone, e così sarà. Sulla toma di Arcita verrà eretto un tempio all’amore. A quanto si sa non esistono altri affreschi che descrivono le storie del Teseida.

L’ideazione dell’affresco e la scelta delle scene devono essere di Marno Tomacelli. L’esecuzione pittorica è, probabilmente, di tre artisti: Il Maestro della Dormitio di Terni e due suoi allievi. Gli esperti lo desumono dalla “mano” dei vari disegni. Più tardi viene dipinto l’arcone, con motivi floreali, e la parte più esterna, quasi certamente dal Maestro di Sant’Eufemia.

I personaggi sono resi riconoscibili: Emilia è vestita di giallo. Teseo di rosso ed ha una barba appuntita,

 

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Mappa fornita da OpenStreetMap.org

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