La casa torre

  • La casa torre

    • La casa torre 06/01/2023
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Federico Barbarossa, dopo aver conquistato e distrutto Spoleto nel 1155, scrisse in una lettera: “Spoleto, munitissimam civitatem, quae paene centum turres habebat…”, (Spoleto, città fortificatissima, che aveva quasi cento torri).

Il tempo all’imperfetto è dovuto al fatto che molte ne distrusse, ma la gran quantità di torri non era dovuta soltanto a necessità di avvistamento e difesa, ma anche a quelle di abitazione.

Una tipica struttura povera, quella a torre, composta dalla stalla con gli animali a piano terra, che fungeva anche da impianto di riscaldamento, dalla unica stanza di abitazione a piano primo o a piano rialzato, ma con la porta ad un paio di metri dal piano stradale, cosicchè, ritirata la scala in legno, fosse difficile entrare.

Al secondo piano il magazzino per la famiglia e gli animali, lontano dai topi.

Al terzo ed ultimo, se c’era, ancora magazzino o la torre colombaia.

La casa torre qui analizzata è in Via Ponzianina angolo Via dell’assalto.

Poi ve ne sono molte altre.

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