-
Oratorio di San Gregorio
-
16/02/2026
-
-
€0,00
Description
A destra del campanile, ingraziosito dalla bella bifora, l’oratorio di San Gregorio è stato, in tempi recenti, asilo ed ora Centro Pastorale Giovanile.
Dispone di varie sale, anche al piano superiore, di un cortile interno, posteriore al campanile, e, soprattutto, di una sala centrale meravigliosamente affrescata, anche se in tempi relativamente recenti. Vi sono rappresentate scene della vita di Cristo ed altre che sono la rappresentazione di frasi sacre.
Entrando, sulla parete di sinistra vi sono:
– la deposizione dalla croce, senza alcuna frase;
– Gesù chiama Simone (Pietro) e Andrea con la frase “seguitemi, vi farà pescatori di uomini”. V’era una frase, ormai illeggibile
– San Tommaso tocca le piaghe di Gesù (narrato nel Vangelo secondo Giovanni, 20, 24-29). Con la frase “Vias eius vidi, et sanavi eum, et reduxi eum, et reddidi consolationes ipsi et lugentibus eius.” “Ho visto le sue vie, ma lo risanerò; lo guiderò e gli darò consolazione, a lui e ai suoi afflitti.”
– Giuseppe l’Ebreo (o Giuseppe d’Egitto), diventa vicerè d’Egitto, si rivela ai suoi fratelli che lo avevano venduto come schiavo anni prima e dice loro, in Genesi 45,4-5: “Ego sum Joseph, frater vester, quem vendidistis in Aegyptum. Nolite pavere, neque vobis durum videatur quod vendidistis me in his regionibus…” . “Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste per l’Egitto. Ma ora non vi angustiate e non vi doliate di avermi venduto qui.”
– l’ultima cena, qui con soli due apostoli ma con i simboli classici del calice e del pane spezzato. La frase è dal Cantico dei Cantici: “Comedite, amici, et bibite, et inebriamini, carissimi.”. Cioè “Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o carissimi.”
Poi i due quadri sul fondo della sala:
– Elifax dice a Giobbe di non abbattersi. La “foto” ritrae i tre amici in cammino. La vicenda e la frase sono tratte dal Libro di Giobbe (4,4): “Vacillantes confirmaverunt sermones tui, et genua trementia roborasti.”. “Le tue parole hanno sorretto chi vacillava e hai rinvigorito le ginocchia che tremavano… [ora che la sventura ha colpito te, perché ti lasci abbattere così?]
– Avrete un solo pastore, dal Libro di Ezechiele (34,23). “Et suscitabo super eas pastorem unum, qui pascat eas, servum meum David; ipse pascet eas, et ipse erit eis in pastorem.” In italiano: “Susciterò sopra di esse un unico pastore che le pascolerà, il mio servo Davide; egli le pascolerà e sarà il loro pastore.” Dio annuncia che manderà un unico pastore. Non ci saranno più divisioni tra i regni di Giuda e di Israele e non ci saranno più capi corrotti, ma una sola guida: Gesù. Nell’affresco vediamo la figura di Gesù con una Santo, che potrebbe essere Pietro.
Proseguendo in senso orario, ma sulla parete di destra:
– episodio tratto dal Libro dei Proverbi (8,17): “Ego diligentes me diligo; et qui mane vigilant ad me, invenient me.” “Io amo coloro che mi amano, e quelli che mi cercano dal mattino, mi trovano.”. Parla la “Sapienza”, impersonificata, anticipazione del “logos”, del verbo, di Gesù. Le mani tese del contadino e della spaienza, come nel “Giudizio universale”, indicano il cercarsi.
– la resurrezione, col sacello vuoto, è accompagnata da due frasi di nuovo prese dal Cantico dei Cantici (1, 3-4 e 1,2): “in odorem unguentorum tuorum currimus” e “adolescentulae dilexerunt te nimis”adolescentulae dilexerunt te nimis.” Attratti dal profumo dei tuoi unguenti, corriamo, e poi, per questo le fanciulle ti amano oltremodo. Qui le adolescenti vanno intese come anime pure, e per questo seguono Gesù senza esitazioni.
– la raffigurazione di Gesù che parla alla Madonna è accompagnata dalla frase della Genesi (45,28): “si filius meus vivit superit me et videbo istum antequam moriar.” Frase che Giacobbe, ormai vecchio, pronuncia alla notizia che suo figlio Giuseppe è vivo ed è il signore dell’Egitto. Taducibile in: se mio figlio vive, mi sopravvive e lo vedrò prima di morire.”
– “ipsum gentes deprecabuntur, et erit sepulcrum eius gloriosum.” Lui le nazioni pregheranno, e il suo sepolcro sarà glorioso. Cioè tutte le nazioni, anche quelle ora pagane, cercheranno Gesù, ed il suo sepolcro diverrà glorioso. La frase tratta da Isaia 11,10 è illustrata da un angelo che, dal sepolcro vuoto, annuncia la gloria a Giuseppe d’Arimatea, Maria Maddelena e Maria.
– la frase tratta dal libro di Osea (13,14) è “De manu mortis liberabo eos; ero mors tua, o mors! morsus tuus ero, inferne!” ossia Dalla mano della morte io li libererò; sarò la tua morte, o morte! Sarò il tuo morso, o inferno!” è illustrata dalla resurrezione di Lazzaro.
– la deposizione di Cristo, con la sindone, è accompagnata dall’ultima frase della Genesi (50,26). “Mortuus est Joseph, conditus aromatibus, repositus est in loculo [in Aegypto].” “Giuseppe morì, e, imbalsamato, fu posto in un sarcofago.”








































