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Chiesa di San Pietro extra moenia
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07/01/2023
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Description
Questa chiesa, di chiaro stile romanico, luogo di sepoltura di molti vescovi, si erge all’ingresso sud di Spoleto, fuori le mura, al cospetto della Rocca e del Ponte, in uno dei tanti luoghi cimiteriali extra moenia.
Vi si accede salendo una larga e maestosa scalinata, costruita nel 1600.
La prima edificazione, in stile romanico, è probabilmente del 419 d.C., su ordine del vescovo Achileo (che fu tale dal 402 al 418). Questi riportò da Roma delle reliquie appartenenti alle catene di S. Pietro in Vincoli e le custodì in San Pietro extra moenia.
Nel dodicesimo secolo fu ampliata e nel 1324 incendiata da parte dei ghibellini, in occasione di una delle tante battaglie cittadine. Nel 1329 fu restaurata dai danni di questo incendio. La ricostruzione procedette poi in più fasi, fino a concludersi nel XV secolo. I costosi lavori furono finanziati con la vendita delle indulgenze, sia da parte di Papa Giovanni XII che da Bonifacio IX.
L’interno segue lo schema a tripla navata, con archi a tutto sesto.
Verso la fine del diciassettesimo secoli gli interni furono rifatti in stile barocco.
La facciata, della fine del XII secolo, a quattro spioventi, ospita tre portali e tre rosoni, ed è divisa da lesene e cornici a formare una serie di riquadri. Il grande riquadro centrale avrebbe dovuto ospitare un mosaico, come il Duomo, che non fu mai realizzato.
È quasi un libro di narrativa per il popolo che non sapeva leggere e col quale, dunque, si doveva comunicare a livello iconografico. Ad essa è dedicata una apposita sezione in “pietre” “i film di San Pietro”.
All’esterno di San Pietro v’è la chiesetta di San Silvestro (vedi) recentemente restaurata e risalente al XIV secolo.
la leggenda vuole che, nel 419 d.c., il Vescovo Achilleo abbia portato in questa chiesa degli anelli della catena che bloccava l’apostolo Pietro, prigioniero a Gerusalemme per ordine di Erode Agrippa, fin che fu liberato da un angelo (Atti 12, 1-11). La catena fu dapprima donata dal Patriarca di Gerusalemme, Giovenale, a Elia Eudocia (poi Santa), moglie dell’imperatore Teodosio II, tra il 437 ed il 439.
Eudocia ne inviò una parte a Costantinopoli e l’atra a Roma, a sua figlia Licinia Eudossia, moglie dell’imperatore d’Occidente Valentiniano III. Licinia Eudossia la donò a Papa Leone I.
Questi la pose vicino ad altra catena, usta nel carcere Mamertino, sempre per incatenare San Pietro, e vide le due catene fondersi miracolosamente in una unica. Per custodire la reliquia, fu costruita la chiesa di San Pietro in Vincoli sul colle Oppio a Roma, nota anche come Basilica Eudoxiana.
Il vescovo spoletino, Achilleo, che era a Roma per le celebrazioni pasquali, ne ottenne alcuni anelli che portò a Spoleto e custodì in San Pietro.














































