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Sulla facciata di San Gregorio
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22/03/2023
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La bellezza poetica di questa scritta sulla facciata della chiesa di San Gregorio:
“Una vergine la ha costruita, diecimila martiri la hanno consacrata”
La vergine è Abbondanza, la vergine (che però in altre tradizione è descritta come vedova…), che diede qui sepoltura a San Gregorio.
I martiri sono contati in maniera figurata, e sono i morti del vicino anfiteatro, dentro al quale, o nelle vicinanze, veniva celebrate le esecuzioni capitali dei cristiani, e che sono sepolti nel terreno dove poi sorse la chiesa.
Nelle nicchie le statue di San Gregorio e Santa Abbondanza.
Il Santo ha la casula, veste liturgica che si usa celebrando messa, ed il pallio, la stola di pelle di agnello in realtà riservata a vescovi e pontefice. Nella mano sinistra ha un libro ove è (era) scritto, in latino “Benedictus qui venit in nomine Domini” (benedetto chi viene nel nome di Dio) e “Sanctus Gregorus spoletinus” (San Gregorio spoletino).
Santa Abbondanza, oggi priva della testa, regge una tavoletta con scritto “pax intranti” (pace a chi entra). Secondo alcuni la statua di destra è di San Parattale ( o Barattale), ma le fattezze apparivano piuttosto femminili.
Al centro la bella trifora con la vetrata colorata (vedi) più visibile dall’interno.
Sopra di essa la nicchia ove era un bell’affresco di Giovanni di Corraduccio detto anche Giovanni Mazzaforte (1404-1437) probabilmente nel 1413. Dell’opera rimangono quattro angeli ed una aureola.
Description
La bellezza poetica di questa scritta sulla facciata della chiesa di San Gregorio:
"Una vergine la ha costruita, diecimila martiri la hanno consacrata"
La vergine è Abbondanza, la vergine (che però in altre tradizione è descritta come vedova...), che diede qui sepoltura a San Gregorio.
I martiri sono contati in maniera figurata, e sono i morti del vicino anfiteatro, dentro al quale, o nelle vicinanze, veniva celebrate le esecuzioni capitali dei cristiani, e che sono sepolti nel terreno dove poi sorse la chiesa.
Nelle nicchie le statue di San Gregorio e Santa Abbondanza.
Il Santo ha la casula, veste liturgica che si usa celebrando messa, ed il pallio, la stola di pelle di agnello in realtà riservata a vescovi e pontefice. Nella mano sinistra ha un libro ove è (era) scritto, in latino "Benedictus qui venit in nomine Domini" (benedetto chi viene nel nome di Dio) e "Sanctus Gregorus spoletinus" (San Gregorio spoletino).
Santa Abbondanza, oggi priva della testa, regge una tavoletta con scritto "pax intranti" (pace a chi entra). Secondo alcuni la statua di destra è di San Parattale ( o Barattale), ma le fattezze apparivano piuttosto femminili.
Al centro la bella trifora con la vetrata colorata (vedi) più visibile dall'interno.
Sopra di essa la nicchia ove era un bell'affresco di Giovanni di Corraduccio detto anche Giovanni Mazzaforte (1404-1437) probabilmente nel 1413. Dell'opera rimangono quattro angeli ed una aureola.