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Ninfeo di palazzo Racani Arroni
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25/01/2023
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Description
Si intende, per “ninfeo” una costruzione absidata, con nicchie e prospetto a colonne, contenente una fontana. Un manufatto di ispirazione ellenistica, che era così chiamato perché sacro alle Ninfe. Simboleggia un punto di contatto tra il mondo umano e quello soprannaturale
E’ un monumento dedicato alle Ninfe, figure femminili della natura della mitologia greca e romana, non immortali ma comunque divine: le Naiadi vivevano nelle acque dolci; le Driadi negli alberi e nei boschi; le Nereidi nei mari; le Oreadi nelle montagne e nelle grotte; le Alseidi nelle radure e nei piccoli boschetti.
In origine, nell’antica Grecia, il ninfeo era un luogo naturale considerato sacro, spesso una grotta con una sorgente. Poi è stato rappresentato anche nelle strutture artificiali, ove generalmente è una sala con esedre o una struttura decorata con statue, mosaici e conchiglie. A volte un complesso sistema di fontane, cascate e vasche.
A Palazzo Racani Arroni è al piano terra, nell’androne, e non è visitabile, se non in occasioni particolari.
Rispetta tutti i canoni stilistici propri del ninfeo: l’abside, le colonne, la fontana. Questa è sovrastata da Artemide, Dea della caccia e protettrice della verginità e della pudicizia. Ella è raffigurata con molte mammelle, simbolo di abbondanza e fertilità.
Ai lati della Dea, due figure: una maschile ed una femminile.
Le colonne sono rivestite di conchiglie.
Mancano oggi dei “putti” che erano sulle sommità, ove si può vedere il ferro che li reggeva.

















































