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Piazza d’Armi
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15/03/2025
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Non è una piazza cittadina, è il “campo di Marte”, lo spazio destinato alle esercitazioni militari.
Inizialmente si svolgevano in uno spazio che va da dove oggi c’è l’Istituto Tecnico Spagna fino al vecchio campo boario, alla sinistra del Tessino, insomma. A fine ottocento esso appariva insufficiente al Regio Esercito, che aveva insediato molti battaglioni nelle chiese spoletine, e si decise di trovare un nuovo spazio, di almeno 12 ettari, vicino alla città ed in legger declivio, per non avere acque stagnanti.
Si individuò l’area oggi chiamata “le casette”, da Villa Redenta (vedi) all’edicola delle Tre Madonne (vedi). Le terre erano del Marchese Marignoli, che si oppose all’esproprio perché “non era il caso di sottrarre alla agricoltura terre tanto fertili”.
Così si decise di vincolare all’uso bellico l’area a nord dei Santi Apostoli (vedi), che fu espropriata a spese del Ministero della Guerra (per due terzi) e del Comune (per un terzo). In cambio di questa contribuzione il Comune si riservò il diritto di usarla per manifestazioni e feste popolari, quando non fosse impegnata dalle esercitazioni.
Venne pronta nel 1883.
Description
Non è una piazza cittadina, è il "campo di Marte", lo spazio destinato alle esercitazioni militari.
Inizialmente si svolgevano in uno spazio che va da dove oggi c'è l'Istituto Tecnico Spagna fino al vecchio campo boario, alla sinistra del Tessino, insomma. A fine ottocento esso appariva insufficiente al Regio Esercito, che aveva insediato molti battaglioni nelle chiese spoletine, e si decise di trovare un nuovo spazio, di almeno 12 ettari, vicino alla città ed in legger declivio, per non avere acque stagnanti.
Si individuò l'area oggi chiamata "le casette", da Villa Redenta (vedi) all'edicola delle Tre Madonne (vedi). Le terre erano del Marchese Marignoli, che si oppose all'esproprio perché "non era il caso di sottrarre alla agricoltura terre tanto fertili".
Così si decise di vincolare all'uso bellico l'area a nord dei Santi Apostoli (vedi), che fu espropriata a spese del Ministero della Guerra (per due terzi) e del Comune (per un terzo). In cambio di questa contribuzione il Comune si riservò il diritto di usarla per manifestazioni e feste popolari, quando non fosse impegnata dalle esercitazioni.
Venne pronta nel 1883.
Mappa





