Palazzo Ancajani

  • Palazzo Ancajani

    • Palazzo Ancajani 06/01/2023
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La famiglia Ancajani si insediò a Spoleto nel XII secolo. Si narra che Carlo Goldoni dedicò ad Antonio Ancajani la commedia “Gli Innamorati”  (scritta in italiano ed ambientata a Milano). Infatti fu loro ospite e pare che rimase così contento della scoperta del tartufo, col quale gli Ancajani condivano le pietanze, da spingersi a questa dedica.

Il suo palazzo risale alla seconda metà del XVII secolo, ed affaccia su Piazza della Libertà e sul Teatro Romano.

Esso è dotato di un amplissimo atrio, con accesso sia dalla piazza che dal retro, dal quale parte una larga e luminosa scalinata che porta ai piani superiori.

La facciata è in pietra, il portone principale è sovrastato da un balcone che poggia su colonne.

Si noti la diversa ricchezza delle finestre del primo piano (il “piano nobile”) e di quelle del secondo ed ultimo piano. Questo stile, comune a tutti i palazzi dell’epoca, rispecchia il diverso uso dei piani del palazzo: al piano nobile, con poche scale, ma a distanza di sicurezza dai malintenzionati, i proprietari. All’ultimo piano o al sottotetto la servitù.

Il palazzo fu sede della Prefettura Napoleonica del Trasimeno, della Delegazione Pontifica e della Provincia.

Aveva le sue stalle dietro le arcate che sono alla sua destra. Furono demolite quando, in base alla intuizione di Giuseppe Sordini, si fecero gli scavi per riportare alla luce il teatro romano, che era esattamente sotto di esse.

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