Monastero di San Paolo Inter Vineas

  • Monastero di San Paolo Inter Vineas

    • Monastero di San Paolo Inter Vineas 14/01/2023
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L’edificio prende, ovviamente,  il nome dalla chiesa intitolata all’apostolo Paolo. Con tutta probabilità sorge su luogo di preesistente edificio sacro, stando alle leggendo sotto riportate.

L’attuale fu costruito intorno all’anno mille. Si ha notizia di donazione fatta nell’anno 1002 dal Vescovo Lupo (o Lupone), a Berta, che egli stesso aveva nominato Madre Badessa. La donazione consistette in 30 modioli di terreno, con alberi di mele e altri generici, in una località denominata S.Boroto. Nel documento si parla di un “nuovo” monastero, quindi è difficile capire se ve nia stato, in questo posto, uno preesistente, o se “nuovo” è riferito ad “ulteriore” rispetto a quelli già esistenti in città.

Nel 1234 Papa Gregorio IX si recò a Spoleto appositamente per consacrare la chiesa, e  diede il monastero alle regola delle Clarisse, regola ricevuta da San Francesco nel 1215, pochi anni prima.
Nel XIV secolo il luogo fu vittima delle faide cittadine tra opposte fazioni, cosi che nel 1396 le monache si traferirono a S. Agata, all’interno delle mura, luogo meno pericoloso.
Il complesso fu affidato ai Minori Osservanti, che lo abbandonarono nel 1816.
Nel 1817 il gonfaloniere Bernardino Montani vi aprì un “Reclusorio” di mendicità, riservato agli uomini (per le donne si usava il l monastero di S. Andrea). Da allora per un secolo e mezzo servì da ospizio e manicomio.
Nei primi anni del novecento fu intitolato a Margherita di Savoia, ed aveva una sezione riservata alle cosiddette “Dementi tranquille e innocue”.
Dal 11 aprile 2007 una ristrutturazione ha permesso di insediarvi l’Istituto Alberghiero Giancarlo De Carolis. E questo ci dà modo di ricordare questo illustre personaggio della storia spoletina ed italiana.
Nato il 26 febbraio 1930, avvocato, ha esercitato la sua professione anche a livello nazionale. Per quindici anni ha ricoperto la carica di Consigliere del Comune di Spoleto.  In collaborazione con le istituzioni locali e nazionali, si è grandemente impegnato per la realizzazione a Spoleto dell’Istituto Professionale Alberghiero, del quale è stato il primo presidente del consiglio di amministrazione.
Nel 1972 è stato eletto Senatore della Repubblica nel collegio Spoleto­ Foligno­ Valnerina, dove è stato poi riconfermato anche nella successiva legislatura. Dal 1982 al 1986 ha ricoperto il prestigioso incarico di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ stato presidente della Commissione Giustizia del Senato e, nell’anno 1978, è stato relatore della legge sull’equo canone. Il suo nome, nella storia del Parlamento nazionale, è stato legato anche alla riforma del diritto di famiglia, alla riforma carceraria, al nuovo processo del lavoro e a molte altre tematiche altrettanto significative.

Esistono due leggende che riguardano questo monastero.
S. Gregorio Magno ne fa teatro di un episodio miracoloso avvenuto a Spoleto nella seconda metà del VI sec. d.C.
Un vescovo ariano, non avendo una propria chiesa, ne domandò una al vescovo cattolico. Ricevendo una risposta negativa volle, con la forza, occupare quella di S. Paolo. Durante il tentativo di officiare la messa, la chiesa si illuminò miracolosamente e il vescovo ariano rimase cieco.
Sempre secondo questo Santo qui sarebbe avvenuto, negli stessi tempi, anche un altro miracolo, narrato nei “I Dialoghi”.
Un vescovo longobardo, non cattolico ma ariano, arrivò a Spoleto e pretese una chiesa per celebrare la sua cerimonia, scegliendo S. Paolo. Al che i cristiani sbarrarono le porte e le finestre della chiesa ed attesero l’arrivo del longobardo. Quando, la mattina dopo, egli arrivò sul posto, all’improvviso tutte le porte e le finestre saltarono come spinte da forza divina, le candele si accesero da sole e quello si diede alla fuga..

 

 

 

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